Villa storica a Pistoia: il panorama toscano dove Puccini compose la Bohème

La storica villa a Pistoia, nel cuore delle colline della Toscana, certificata dal Ministero come l'unico oggetto al mondo in cui il Maestro Giacomo Puccini ha scritto la Bohème.

Questa villa in vendita a Pistoia è una dimora storica privata nel cuore della campagna toscana.

A pochi km dalle importanti città d’arte Toscane di Lucca, Pisa, Firenze e Pistoia, la villa si erge sulle di un piccolo comune della Valdinievole, situato tra le province di Pistoia e Lucca, a soli 5 km da Montecatini Terme.

Fu proprio qui, in questa villa a Pistoia che il Maestro Giacomo Puccini compose, nell’estate del 1895, il II e III atto de La Bohème.

Villa in vendita nella campagna toscana

La villa storica a Pistoia vede Dreamer Real Estate come l’unica società di intermediazione immobiliare autorizzata a promuovere questo immobile.

Situata in posizione panoramica in Toscana, presenta, oltre alla villa principale, degli annessi da ristrutturare, con un terreno di 20 ettari che comprende ulivi e vigneti.

Gli oltre 400 anni di storia della villa vengono documentati dal I Atto del 1650. È stata di proprietà di importanti famiglie locali e la ristrutturazione del 1850 ha permesso al complesso di conservarsi nel tempo.

Un ricco patrimonio storico e architettonico, una villa autentica, un vero capolavoro nel Centro Toscana, ora in vendita.

Breve storia della villa a Pistoia

La villa a Pistoia è appartenuta a tre nobili famiglie, la prima delle quali originaria della Linguadoca, un’antica provincia della Francia.

Edificata come villa padronale nella prima metà del XVII secolo, ha subito gli ultimi lavori di ampliamento e ristrutturazione attorno al 1850.

Della Famiglia Toldi fino al 1750 e di proprietà degli Orsi fino al 1926 è stata poi acquistata da un’altra importante famiglia toscana, che l’ha resa dimora privata.

 

Nel 2013 la villa è stata oggetto di una visita del Prof. Vittorio Sgarbi, estimatore dei tesori storici e artistici italiani, che ha apprezzato lo stato di conservazione di un così prezioso edificio.

Risulta vincolata presso la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici per le province di Firenze e Pistoia (1913) e riconosciuta di notevole interesse artistico e storico, fa parte della Associazione Dimore Storiche Italiane.

Particolarità della villa è l’essere stata presa in affitto nell’estate del 1895, dal Maestro Giacomo Puccini, il quale compose qui il II e il III atto de La Bohème.

Villa sulle colline toscane dove Puccini compose La Bohème

Giacomo Puccini nasce a Lucca nel 1858 da una famiglia di musicisti e fin dalla giovane età dimostra il suo talento musicale.

Nella primavera del 1895 il Maestro, già famoso a livello internazionale, era in cerca di un luogo tranquillo dove portare avanti la stesura della sua nuova opera. Trovò così la villa sulle colline toscane.

La sua permanenza in villa è testimoniata dalle foto dell’inventario degli oggetti concessi in locazione con la firma autografa del Maestro. Oltre che le scritte che Puccini ha lasciato sul muro del salottino al piano nobile, recanti le date del termine della composizione degli atti dell’opera.

All’interno della villa sono conservati reperti Pucciniani di alto valore tra i quali i due piani sui quali il celebre Maestro compose il II e III atto.

Storica dimora privata in vendita a Pistoia: un racconto di famiglia

Dreamer Real Estate ha incontrato il proprietario di questa magnifica villa storica a Pistoia, raccontata in un’intervista esclusiva.

Dreamer Real Estate: «Una proprietà padronale nella campagna toscana. Qual è la storia della villa e quando è stata costruita?»

Guido A.: «La villa, come edificio padronale, sorge sulle rovine di una antica torre di guardia medioevale, la torre di Tobbiano. Insieme alla torre della Guardatoia, tenevano sotto controllo l’accesso alla vallata della Pescia e comunicavano con il castello di Uzzano e la Fortezza di Montecarlo.

 La nobile famiglia Toldi, attorno al 1650, amplia la rocca e la trasforma in villa padronale. Agli inizi del 1700 la proprietà passa ai Conti Orsi Bertolini i quali fanno consacrare la cappellina interna e nel 1850 svolgono importanti lavori di ristrutturazione.

Nel 1926 la villa viene acquistata da mio nonno, il giurista Dionisio A. e passata per successione nel 1950 a mio padre, l’Ambasciatore Enrico A.

 Nel secolo scorso è stata non solo residenza di famiglia, ma anche simbolo della Fattoria creatrice del DOC “Bianco della Valdinievole” che con circa 40 poderi e terreni annessi produceva olio, vino e altri prodotti agricoli».

DRE: «Una residenza privata che si affaccia sulle colline toscane. Proprio qui Giacomo Puccini scelse di ritirarsi per trovare ispirazione e scrivere una delle sue più grandi opere».

GA: «Nel maggio del 1895, Ricordi, l’editore di Giacomo Puccini, aveva stipulato un contratto con il teatro Regio di Torino per rappresentarvi La Bohème nel febbraio del 1896. A maggio del 1895, l’opera era incompleta, perché Giacomo Puccini, che si trovava a Torre del Lago, era preso dalle distrazioni della vita.

L’editore Ricordi, tramite la sorella di Puccini, Ramelde, che abitava a Pescia, individuò nella nostra villa un luogo ritirato dove il Maestro potesse comporre. Arrivò nel giugno del 1895 e si trattenne fino alla fine di ottobre, componendo La Bohème».

DRE: «Come trascorreva le sue giornate il Maestro?»

GA: «Le giornate di Giacomo Puccini erano dedite alla composizione, utilizzando il forte piano del 1848, che è tutt’ora presente in villa. Puccini amava molto comporre la sera, per cui non era raro vederlo o sentirlo lavorare dopocena, anche fino a tarda ora.

Nella sua permanenza, dopo un primo periodo di adattamento, trovò modo di praticare le sue passioni, sfruttando la vicinanza di Montecatini Terme per avere delle occasioni di dolce vita con altri personaggi importanti dell’epoca e cacciare nel vicino padule di Fucecchio».

DRE: «Ci sono aneddoti o racconti storici legati al soggiorno di Puccini che ha piacere di condividere?»

GA: «La permanenza di Puccini in villa è attestata dal vincolo ministeriale posto sulla stessa e dai reperti che la villa conserva. Pare che l’estate del 1895 fosse particolarmente calda e Puccini, nel mezzo della notte, dopo aver composto, amava rinfrescarsi. Per farlo, usava immergersi nella piccola vasca con i pesci rossi presente nel giardino posteriore della villa.

Si racconta che alcuni contadini, avendo sentito rumori provenienti dalla villa e visto una figura avvolta in un telo bianco vagare nel giardino a tarda notte, avessero messo in giro la voce che c’era un fantasma. In realtà era solo il maestro, che in orari poco civili, usciva dalla vasca e passeggiava avvolto in un asciugamano bianco».

DRE: «La proprietà è stata vincolata nel 1913, una delle prime in Toscana e conserva ancora al suo interno il “forte-piano” di Puccini del 1848. Sono presenti altri oggetti o documenti storici legati a lui o altre personalità influenti del passato?»

GA: «Si, oltre al forte-piano originale sul quale Puccini ha composto La Bohème, è presente in villa anche l’originale dell’inventario degli oggetti minuti, cristallami ed altro che gli consegnarono assieme alla villa. L’inventario ha la firma autografa originale di Puccini ed è tuttora qui conservato.

Ma c’è di più: tutta la documentazione dal 1700 in poi dei Conti Orsi Bertolini, gestione della villa, planimetrie dei  poderi e contabilità. C’è poi l’archivio personale di Dionisio A., riguardante la nascita della disciplina del diritto internazionale, la creazione della Società delle Nazioni e molti appunti personali. Ci sono poi gli archivi di mio padre di molte sue missioni diplomatiche».

DRE: «Quali sono le caratteristiche architettoniche o artistiche più significative della villa? Ci sono spazi che sono stati preservati nel loro stato originale dalla visita di Puccini?»

GA: «Sicuramente il salone principale e il salottino adiacente sul cui muro vi è la scritta autografa di Giacomo Puccini attestante la composizione de La Bohème sono spazi conservati nello stato originale. Ma c’è anche molto di più: non solo le camere, ma al secondo piano c’è addirittura una toilette ancora con lo stesso arredamento e gli stessi sanitari di allora».

DRE: «Come la villa è stata mantenuta e restaurata nel corso degli anni?»

GA: «La villa è stata costantemente mantenuta nel corso degli anni. Gli ultimi lavori significativi sono stati fatti, sotto la direzione della Soprintendenza dei Beni Ambientali ed Architettonici di Firenze e Pistoia, nel 1995. In quell’anno è stato restaurato completamente a nuovo il tetto, con posa di travi nuovi di castagno, impermeabilizzazione con tre strati di carta catramata ed isolamento mediante pannelli in sughero. Contestualmente è stata posata una gettata alleggerita col polistirolo espanso sul pavimento della soffitta, in modo da renderla calpestabile senza rischio di danneggiamento delle mezzane pitturate che si trovano sui soffitti del secondo piano.

Un successivo intervento di tinteggiatura delle facciate è stato fatto nel 2012, oltre che ritinteggiate e protette tutte le persiane e le finestre.

Nel 2017 è stato fatto un intervento di restauro conservativo e catalogazione di tutte le serrature delle porte, dei mobili e di ogni altro oggetto presente in villa. Sono state ricreate le chiavi mancanti da un artigiano esperto, in base alle serrature esistenti e rimesse in funzione.

Viene tutt’oggi fatta manutenzione annuale, costantemente».

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